Che cos’è la Via del Guerriero
Con Via del Guerriero intendiamo il percorso evolutivo e di crescita legato alla pratica delle Arti Marziali. In realtà sarebbe una definizione ridondante, tuttavia il significato comunemente dato all’Arte Marziale impone questa precisazione. L’etimologia di Arte è in tal senso interessante. Il significato originario è infatti quello di “andare”, “mettersi in moto”, “muoversi verso qualcosa”(vd. Arte). È facile notare che quindi sia analogo al concetto di Via e Percorso. Il termine Marziale è facilmente riferibile al dio Marte, divinità romana della guerra. L’Arte Marziale quindi indica già la Via del Guerriero (ne abbiamo parlato anche qui).
Ci preme sottolineare anche, in fase introduttiva, che il percorso marziale per come lo intendiamo sarebbe forse maggiormente rappresentato dalla dea Minerva/Athena, a seconda del Pantheon di riferimento. Questa infatti era meno impulsiva, meno legata agli aspetti esclusivamente violenti della guerra e indubbiamente più strategica nelle sue scelte. La sua immagine è maggiormente compatibile anche con l’aforisma del Maestro e fondatore dell’Aikido, Morihei Ueshiba. Aforisma che risponde perfettamente al quesito iniziale e che per questo portiamo sempre nel cuore: “la Via del Guerriero è la creazione dell’Armonia”.
Perché la Via del Guerriero oggi
Una veloce ricerca della parola chiave “Via del Guerriero” restituisce come risultati principali il Bushido e i libri di Millman e Mishima. Se intendiamo per Bushido il codice di condotta dei Samurai, possiamo partire da questo punto per capire perché la Via del Guerriero sia utile ancora oggi. Sarebbe ingenuo affermare che in questo periodo storico non ci sono conflitti bellici, è vero però che gran parte del pianete non li vive direttamente. “Viviamo in un epoca di pace” è quindi una doppia menzogna. Il conflitto esiste tutt’ora e anche dove sembra assente in realtà ha assunto forme diverse. Negarlo e non formarsi in tal senso porta a dipendere da chi invece è ben consapevole di questa realtà e ha abbracciato questa formazione.
Il villaggio de “I sette samurai” non era assolutamente in grado di difendersi autonomamente dai briganti e, per questo, non aveva altra scelta che chiedere aiuto a dei Ronin. Il fatto che, in assenza di paga, solo Kambei Shimada abbia accettato è un primo esempiodi applicazione dei valori che la Via del Guerriero vuole trasmettere. Il conflitto non è molto diverso da tutte le altre cose, o impariamo ad arrangiarci da soli o dobbiamo chiedere aiuto a chi è esperto. L’illusione dell’epoca di pace ha fatto sì che gli esperti del conflitto siano andati via via a diminuire, creando una maggioranza di popolazione pressocché incapace di gestirlo. Per questo, oggi più che mai, è importante che almeno alcune persone riprendano a interessarsi di questi temi, studiandoli, facendoli propri e diventando dei guerrieri moderni.
I principi della Via del Guerriero
La Via del Guerriero
Non può essere espressa
In parole o lettere:
Afferratene l’essenza
E procedete verso la realizzazione!
La poesia di Morihei Ueshiba evidenzia un aspetto fondamentale della Via del Guerriero: è una Via esperienziale, pratica. Questo non significa che non ci sia studio teorico, anzi. Tuttavia, la pratica è quella che permette davvero di realizzare il principio teorico appreso e, di conseguenza, farlo proprio. Le tecniche di combattimento sono strumenti essenziali di questo processo. Il percorso è volto quindi ad arrivare, pian piano, a vivere ciò che si fa anche nella vita quotidiana.
I principi della Via del Guerriero non sono segreti ma sono ben custoditi da questo sistema integrato di teoria e pratica: mancando una, non è possibile comprenderli davvero. Tornando ai sopraccitati risultati di ricerca, anche i testi di Millman e Mishima si soffermano su questo aspetto. E, in effetti, sono due esempi di come già da diversi anni ci si fosse resi conto della mancanza della Via del Guerriero e dei suoi insegnamenti nella società.
Un’allegoria importante
Un momento sicuramente importante del percorso marziale è quello in cui ci si rende veramente conto che, l’avversario verso cui si provano tutte le varie tecniche studiate, non è altro che un’allegoria di qualsiasi fonte di conflitto possiamo trovarci di fronte nella nostra vita. In quel caso, veramente, si inizia a realizzare il potenziale pressocché infinito dei principi studiati. Si comprende veramente come possano essere applicati ad un dialogo acceso, una difficoltà da superare (pratica o meno che sia), un gruppo da gestire, un concetto da trasmettere, etc. L’Ascolto, il rilassamento, la presenza fanno da base di lavoro; i principi racchiusi nel Taijitu, nei cinque mutamenti e negli otto trigrammi ci offrono invece un ventaglio di soluzioni da adottare per superare la difficoltà. Lasciare un po’ la presa, seguire il flusso, e lasciarsi guidare dall’intuizione sono altrettanto importanti.
Non sentendosi più persi, ma avando anzi la consapevolezza di conoscere diverse strategie e tattiche e avendo maturato la capacità di non attaccamento al risultato, aumenta la nostra sicurezza, la nostra calma e il nostro coraggio. A quel punto la difficoltà si trasforma più in un gioco in cui cimentarsi piuttosto che una scocciatura. L’avversario si trasforma in qualcuno da amare per l’occasione di crescita che ci dona, piuttosto che qualcuno verso cui provare risentimento.
I valori del Guerriero
Dovrebbe essere chiaro a questo punto che percorrere la Via del Guerriero non significa cercare il conflitto ma piuttosto imparare a gestirlo. Non significa diventare violenti ma piuttosto saper mettere in atto azioni tali da impedire la violenza. In tal senso, effettivamente la Via del Guerriero si configura come un codice di condotta. Questo però non deriva dall’esterno, ma dalla nostra maggiore comprensione di chi siamo e di come possiamo operare in accordo con le nostre leggi intrinseche. È possibile comunque individuare anche dei valori universali, legati a questo percorso. Ne sono esempio le cinque qualità del praticante, le quattro dignità del guerriero Shambala o le cinque qualità fondamentali per Confucio. Far proprie queste qualità è indubbiamente faticoso ed è un’attività che spesso fa eco a quella frase importante ma ormai troppo banalizzata: il nostro vero nemico siamo noi stessi.
La categoria Via del Guerriero
Benché descritta in poche righe, dovrebbe essere chiara la motivazione che ci ha spinto ha raggruppare tra loro tutti gli articoli che in qualche modo offrono un pezzo di quel grande puzzle rappresentato dalla “Via del Guerriero”. Testi classici e non, film, frasi, proverbi, riflessioni, tutto ciò che può contribuire a meglio comprendere e mettere in luce i principi della Via del Guerriero verrà inserito in questa area tematica. Infine, per chiudere il cerchio, ci si auspica sempre che anche voi che leggete vi cimentiate nella parte pratica, senza limitare il tutto a una comprensione teorica che, appunto, in questo caso non è sufficiente.