L’Arte Marziale nella vita quotidiana
Uno dei valori più importanti delle Arti Marziali, spesso purtroppo dimenticato o poco considerato, è quello di permettere a chi le pratica di diventare un essere umano migliore. Le Arti Marziali tradizionali cinesi, in particolare, hanno una base filosofio-spirituale importantissima, che in origine abbracciava diverse discipline. I principi custoditi nel Taijitu, la teoria dello Yin e dello Yang, quella dei Cinque Elementi (o Mutamenti), fanno da base tanto alle Arti Marziali quanto alla Medicina Tradizionale Cinese (MTC) e alle altre Vie dei mestieri, frequentemente perse nel tempo. La Via del Guerriero è la creazione dell’armonia, diceva Morihei Ueshiba. Per creare armonia, chi pratica Arti Marziali deve vivere i principi che ha studiato, costantemente, nella sua quotidianità. Non limitarsi, quindi, alle poche ore alla settimana di allenamento in palestra.
L’Arte Marziale nella vita quotidiana: teoria e pratica
Alla luce di quanto detto, la pratica dell’Arte Marziale tradizionale cinese non può limitarsi al solo allenamento fisico. Come evidenziato da tantissimi Maestri (Chen Zhenlei, Chen Xiaowang, solo per citarne due), la pratica marziale e lo studio della teoria devono procedere sinergicamente e in parallelo, per evitare che l’abilità del praticante “ristagni”. Solo lo studio dei principi, infatti, porta a una maggior comprensione della tecnica. In modo complementare, solo la pratica porta ad applicare correttamente, e quindi comprendere e integrare, i principi studiati. A titolo esemplificativo, il rilassamento attivo che esercito con la pratica in palestra è davvero utile solo se riesco ad applicarlo anche nel resto della giornata. In questo modo posso rilassarmi anche durante altre attività. Allo stesso modo, riesco a migliorare questa pratica grazie ai principi che sono alla sua base e alla loro comprensione che deriva dalla diretta applicazione.
Perché l’Arte Marziale nella vita quotidiana
Non sempre, soprattutto per chi è principiante, è semplice comprendere un’applicazione diretta e quotidiana dei principi studiati (o delle tecniche che li veicolano). Abbiamo deciso per questo motivo di offrire, attraverso questi articoli, degli spunti diretti e pratici di queste applicazioni. Ovviamente questi spunti non vanno interpretati come gli unici possibili. Lo stesso principio può essere applicato alle situazioni più disparate. Il fine è solo quello di fornire esempi pratici che chiarischiano meglio la meccanica e il valore che vuole trasmettere quel particolare principio. Oltre, ovviamente, parte delle sue pressocché infinite potenzialità. Dalla teoria marziale alla pratica quotidiana, quella che offre davvero le maggiori soddisfazioni e da reale valore allo studio dell’Arte Marziale, anche in questi tempi.
I principi dell’arte della guerra
Dedichiamo uno spazio a parte ai principi dell’arte della guerra e, quindi, ai classici della strategia militare. I principi contenuti in questi testi sono troppo spesso relegati ai conflitti militari in senso stretto o all’economia di larga scala caratterizzata da personaggi simili a Gordon Gekko, Tuttavia, sarebbe falso negare che il conflitto è presente anch’esso, quotidianamente, nelle nostre vite. I principi della gestione dei conflitti, contenuti nei testi di grandi strateghi come Sun Zi (Sun Tzu) e Sun Bin, sono estremamente validi anche in contesti più comuni, come un litigio tra colleghi. È importante anche evidenziare che in questi classici, come nell’etimologia della parola cinese associata all’Arte Marziale (wǔshù, 武术) siano sempre promosse strategie che non prevedono di attaccare per primi. Anche quando si reputa il conflitto inevitabile, la cosa migliore è comunque spingere l’avversario a fare questa prima mossa.
Applicazioni alla quotidianità: alcuni esempi
Nei vari articoli presentati con le finalità sopra esposte, abbiamo affrontato diversi temi. Dell’importanza e delle finalità del combattimento, soffermandoci su una figura come Nicolino Locche, capace di applicare tanti principi dell’Arte Marziale tradizionale cinese (consapevolmente o meno non ci interessa). Abbiamo parlato di aspetto esteriore e degli effetti del corpo sull’umore. Ci siamo soffermati anche su alcuni “luoghi comuni” o modi di dire particolarmente diffusi nel nostro paese, come l’infallibilità del sesto senso, la cosiddetta fortuna del principiante e il non avere mai tempo. Sempre a proposito di modi di dire, ma stavolta in ambito marziale, abbiamo provato a chiarire cosa si intende davvero con l’espressione “Essere come l’acqua“. I principi marziali, come già detto, si applicano bene in ogni situazione in cui sia previsto un confronto. In tal senso si rivelano estremamente utili nella comunicazione e nei rapporti umani, nei rapporti di lavoro, nell’insegnamento, nel commercio, solo per citarne alcuni. Speriamo, quindi, che troviate supporto e idee utili per affrontare tante situazioni diverse, grazie alla lettura di questi articoli.