Il commento dei testi
Il commento dei testi classici della tradizione cinese richiede indubbiamente una premessa iniziale. Testi come il Tao Te Ching (Dào Dé Jīng, 道德经), l’I Ching (Yì Jīng, 易经), il Chuang Tzu (Zhuāng Zǐ, 庄子) o l’Arte della guerra di Sun Tzu (Sūn Zǐ Bīng Fǎ, 孙子兵法), possono tutti essere letti su più livelli, in funzione della consapevolezza maturata da chi legge. Teniamo quindi a precisare che in tutti gli articoli con questo tema, offriamo solo uno spunto interpretativo dei tanti possibili. Inoltre, questo è inevitabilmente spesso legato alla pratica marziale.
Vorremmo precisare anche che, salvo in questa piccola introduzione, utilizzeremo la traslitterazione Pinyin e non Wade-Giles. Pertanto, troverete scritto Dao De Jing e non Tao Te Ching, per intenderci. Infine, benché per ovvi motivi saranno presenti principalmente testi della tradizione cinese, non ci dedicheremo solo al commento di questi ultimi. È possibile trovare, infatti, gli stessi principi alla base dell’Arte Marziale, anche in testi (classici o meno) di altre tradizioni; sia vicine alla Cina (come il Giappone) sia lontane (europee o nordamericane e sudamericane).
Commento dei testi classici cinesi
Per quanto riguarda questa tipologia di classici, conviene fare una distinzione. Testi come il Dao De Jing e l’Yi Jing sono assolutamente fondamentali. Tuttavia sono caratterizzati da uno stile decisamente più asciutto rispetto al Zhuang Zi o al Lie Zi. In questi ultimi è infatti possibile trovare piccoli racconti, che si prestano meglio a un commento e a un interpretazione che offra gli spunti di cui si è parlato nell’introduzione. Pertanto, sarà più facile trovare degli estratti del Dao De Jing e dell’ Yi Jing un po’ in tutti gli articoli da noi scritti, non esclusivamente in questa categoria apposita. Dal Zhuang Zi abbiamo commentato alcuni dei brani che ci hanno colpito di più da subito. Per esempio, l’abilità del cuoco Ding, o l’Arte di seguire il flusso del nuotatore. Entrambi questi racconti hanno un profondo significato che ben si può applicare allo studio delle Arti Marziali.
Chi fosse interessato agli effetti della posta in gioco e alla gestione delle emozioni può leggere invece due racconti presi dal Liezi. Da quest’ultimo abbiamo anche commentato il famoso racconto dei galli del re Xuan, legato soprattutto al tema della formazione personale. In alcuni casi, è possibile leggere direttamente le gesta di Zhuang Zi, come nel racconto sulle tre spade o nell’articolo dedicato alla ricerca della fama, in cui è presente uno dei racconti che preferiamo. Infine, chi è alla ricerca di un racconto motivazionale non può non leggere il racconto del principe Ren, che non smette mai di scuotere l’animo ogni volta che lo si legge.
Commento dei testi classici giapponesi
L’Hagakure, i Cinque Anelli e Bushido, sono solo alcuni dei testi della tradizione giapponese che abbiamo citato nei nostri articoli. Non deve stupire che i principi in essi contenuti siano gli stessi, o spesso comunque affini, a quelli contenuti nei classici cinesi. La tradizione marziale giapponese deve molto a quella cinese e ne è stata influenzata in maniera importante. Inoltre, analizzare testi di diverse tradizioni permette di constatare come, a prescindere dalla presenza o meno di un’influenza reciproca, i principi siano gli stessi. Questa è una bellissima ed estremamente potente conferma della loro validità. A titolo d’esempio, “La grande via del Samurai” contiene i principi del Bushido che si rifanno alle cinque qualità fondamentali per Confucio. Dai livelli di apprendimento presenti nell’Hagakure alle riflessioni sulla Mente Ferma di Takuan Soho, passando per i nove principi di Musashi, i classici giapponesi citati conservano un valore immenso anche ai nostri giorni.
I principi dell’arte della guerra
Dedichiamo uno spazio a parte ai principi dell’arte della guerra e, quindi, ai classici della strategia militare. I principi contenuti in questi testi sono troppo spesso relegati ai conflitti militari in senso stretto o all’economia di larga scala caratterizzata da personaggi simili a Gordon Gekko, Tuttavia, sarebbe falso negare che il conflitto è presente anch’esso, quotidianamente, nelle nostre vite. I principi della gestione dei conflitti, contenuti nei testi di grandi strateghi come Sun Zi (Sun Tzu) e Sun Bin, sono estremamente validi anche in contesti più comuni, come un litigio tra colleghi. È importante anche evidenziare che in questi classici, come nell’etimologia della parola cinese associata all’Arte Marziale (wǔshù, 武术) siano sempre promosse strategie che non prevedono di attaccare per primi. Anche quando si reputa il conflitto inevitabile, la cosa migliore è comunque spingere l’avversario a fare questa prima mossa. Un esempio di applicazione di questi principi che abbiamo trattato è quello dell’Elicitazione, in ambito comunicativo.
Altri testi commentati
Non si trovano, tuttavia, solo classici della tradizione orientale. Abbiamo spesso commentato anche semplici racconti, o brani di autori più o meno contemporanei. Da testi comunque legati alla tradizione marziale, come quelli di Sun Lutang o di Mishima, a racconti mitologici della tradizione irlandese. Spesso abbiamo commentato racconti, inizialmente legati alla trasmissione orale e poi presenti anche in raccolte o in rete. Ne sono esempi la storia di Matajuro e Banzo, la storia di Tesshin, o i racconti senza autore del contadino cinese e del re giudicante, Qualsiasi racconto o storia che abbia dei principi utili al percorso marziale e alla Via del Guerriero può rientrare in questa categoria.