La vittoria e la sconfitta sono due impostori: Kipling e Hakadamare

Tempo di lettura:

Dipinto raffigurante il ladro Hakadamare in agguato dietro un albero e Fujiwara mentre suona il flauto che cammina poco avanti, copertina dell'articolo La vittoria e la sconfitta sono due impostori: Kipling e Hakadamare
Dipinto raffigurante il ladro Hakadamare in agguato dietro un albero e Fujiwara mentre suona il flauto che cammina poco avanti, copertina dell'articolo La vittoria e la sconfitta sono due impostori: Kipling e Hakadamare

Tempo di lettura:

Condividi questo articolo!

Valuta questo articolo:

Clicca per votare questo articolo!
[Voti: 0 Media: 0]

La vittoria e la sconfitta sono due impostori: Kipling e Hakadamare

La vittoria e la sconfitta sono due impostori. Così viene spesso tradotto uno dei versi di una famosa poesia di Rudyard Kipling. In che modo questa può collegarsi con la figura di Hakamadare, malvagio quanto sventurato ladro della tradizione giapponese? Attraverso un racconto scopriremo che le “gesta” di Hakamadare e la poesia di Kipling hanno in comune diversi principi di cui abbiamo parlato in precedenza. Principi fondanti del percorso marziale e della Via del Guerriero. Iniziamo riportando la poesia di Kipling e aggiungendo un piccolo commento per sottolineare le analogie di cui si è accennato.

La vittoria e la sconfitta sono due impostori: If

“If” di Rudyard Kipling ha la forma di una lettera scritta da un padre a un figlio. Il testo è un insieme di consigli formativi che, se seguiti, dovrebbero portare il figlio a raggiungere la vera umanità. Un percorso formativo fatto, quindi, di tanti piccoli traguardi, da raggiungere nel quotidiano e consolidare pian piano fino a incarnarli costantemente nel proprio modo di vivere.

Presentiamo di seguito la poesia, tradotta in italiano per maggior fruibilità [1].

Rudyard Kipling: If

Se riuscirai a mantenere la calma quando tutti intorno a te la perdono, e te ne fanno una colpa. Se riuscirai ad avere fiducia in te quando tutti ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio. Se riuscirai ad aspettare senza stancarti di aspettare, O essendo calunniato, non rispondere con la calunnia, O essendo odiato a non lasciarti prendere dall’odio, Senza tuttavia sembrare troppo buono, né parlare come avessi tutte le risposte;

Se riuscirai a sognare, senza fare del sogno il tuo padrone; Se riuscirai a pensare, senza fare del pensiero il tuo scopo, Se riuscirai a confrontarti con Trionfo e Rovina E trattare allo stesso modo questi due impostori. Se riuscirai a sopportare di sentire le verità che hai detto distorta dai furfanti per ingannare gli sciocchi, o a vedere le cose per cui hai dato la vita, distrutte, e piegarti a ricostruirle con strumenti ormai logori.

Se riuscirai a fare un solo mucchio di tutte le tue fortune e rischiarle in un colpo solo a testa e croce, e perdere, e ricominciare di nuovo dal principio senza mai far parola della tua perdita. Se riuscirai a costringere cuore, nervi e tendini a servire il tuo traguardo quando sono da tempo sfiniti, E a tenere duro quando in te non resta altro se non la Volontà che dice loro: “Tenete duro!”

Se riuscirai a parlare alla folla e a conservare la tua virtù, O passeggiare con i Re, senza perdere il senso comune, Se né i nemici né gli amici più cari potranno ferirti, Se per te ogni persona conterà, ma nessuno troppo. Se riuscirai a riempire l’inesorabile minuto Con un istante del valore di sessanta secondi, Tua sarà la Terra e tutto ciò che è in essa, E — quel che più conta — sarai un Uomo, figlio mio!

Fotografia di Rudyard Kipling, per l'articolo La vittoria e la sconfitta sono due impostori: Kipling e Hakadamare

La calma e l’autocontrollo e Ascolto

Se riuscirai a mantenere la calma quando tutti intorno a te la perdono, e te ne fanno una colpa.

Se riuscirai ad aspettare senza stancarti di aspettare,

I primi versi che vogliamo commentare sono accomunati dal tema della calma. La Via del Guerriero è un percorso senza scorciatoie, che richiede impegno costante e fatica. I risultati importanti non vengono raggiunti immediatamente, in poche settimane. A tal proposito non ci si deve neanche scoraggiare nell’essere d’esempio al comportamento e al modo di vivere la vita che si vogliono incarnare. La calma che deriva da una visione del mondo di questo tipo può infastidire gli altri, ma questo non deve scuotere in nessun modo il praticante. La calma ci permetterà inoltre di assaporare, pian piano, dopo lungo tempo, i risultati raggiunti. Grazie proprio al fatto di non essersi mai stancati di aspettare che arrivassero.

Azione o reazione?

Se riuscirai a sopportare di sentire le verità che hai detto distorta dai furfanti per ingannare gli sciocchi,

essendo calunniato, non rispondere con la calunnia, essendo odiato a non lasciarti prendere dall’odio,

Non lasciarsi vivere e pilotare dalle emozioni senza controllo, è un altro dei punti cardine della pratica delle arti marziali. Benché si ricolleghi spesso questa capacità proprio alla calma, in realtà abbraccia l’intero spettro emotivo: gioia, tristezza, paura, e via discorrendo. Chi percorre la Via del Guerriero non dovrebbe “reagire” mai in modo involontario, automatico, guidato appunto dalle emozioni. Bensì “agire” in modo consapevole, lucido e intuitivo. Questa capacità ha come presupposto ciò che vedremo proprio nel prossimo punto.

Mente ferma, intenzione e volontà

Se riuscirai a pensare, senza fare del pensiero il tuo scopo,

Se riuscirai a costringere cuore, nervi e tendini a servire il tuo traguardo quando sono da tempo sfiniti, E a tenere duro quando in te non resta altro se non la Volontà che dice loro: “Tenete duro!”

Se riuscirai a riempire l’inesorabile minuto Con un istante del valore di sessanta secondi,

Non perdere la mente nei meandri del flusso continuo di pensieri e, quindi, lavorare sulla presenza, permette di riscoprire un nuovo modo di pensare: il pensiero intuitivo. Questo è spesso sepolto dal peso del discorso interno, riuscendo a guidarci raramente. Tuttavia, come abbiamo anche visto in passato, è potenzialmente infallibile. Assieme alla capacità di Ascolto, una mente ferma permette di manifestare davvero Yi, la nostra intenzione, e quindi la nostra Volontà. Il potere della volontà è enorme, al punto da poter davvero spingere oltre la sua soglia anche il corpo, come riportato anche nei versi di Rudyard. Diversi classici, infine, in un modo o nell’altro, riportano il concetto della dilatazione dell’istante presente. Tuttavia, colpisce particolarmente la semplicità e chiarezza con cui riporta questo concetto Sant’Agostino:

In che senso esistono passato e futuro, dal momento che il passato non è più, che il futuro è ancora? E il presente, se fosse sempre presente e non tramontasse nel passato, non sarebbe tempo, ma eternità [2].

Incredulità, esperienza fiducia nel metodo

Se riuscirai ad avere fiducia in te quando tutti ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio.

Abbiamo precedentemente affrontato il concetto sollevato da questi due versi, parlando dell’arte come esperienza e dell’incredulità e delle cinque qualità del praticante. Anche in quest’aspetto l’Arte Marziale predilige una certa centratura. L’incredulità e la poca fiducia sono deleteri esattamente quanto la fede incontrastata, che non ci porta a sperimentare tutto ciò che apprendiamo. In tal senso è prerogativa dell’artista marziale aver fiducia in sé, a prescindere dal supporto morale esterno che può o meno ricevere; aver fiducia nel metodo e vagliare sempre attraverso l’esperienza la veridicità di ciò che gli viene trasmesso.

A tal proposito, non solo un buon praticante, ma anche un buon maestro dovrebbe far proprio questo principio. Infatti, costruire scenari in cui avere esperienze formative, piuttosto che trasmettere un sapere frontale, dovrebbe essere altresì prerogativa di un buon insegnante. Senza la forza data dalla fiducia in sé e dall’esperienza maturata grazie alla fiducia riposta nel metodo, è difficile riuscire davvero a trasmettere qualcosa.

La vittoria e la sconfitta sono due impostori: non attaccamento

Se riuscirai a sognare, senza fare del sogno il tuo padrone;

Se riuscirai a confrontarti con Trionfo e Rovina E trattare allo stesso modo questi due impostori

o a vedere le cose per cui hai dato la vita, distrutte, e piegarti a ricostruirle con strumenti ormai logori.

Se riuscirai a fare un solo mucchio di tutte le tue fortune e rischiarle in un colpo solo a testa e croce, e perdere, e ricominciare di nuovo dal principio senza mai far parola della tua perdita.

Se per te ogni persona conterà, ma nessuno troppo.

Perché la vittoria e la sconfitta sono due impostori? A causa dell’attaccamento al risultato. Dal momento che abbiamo già trattato l’argomento, approfondiamo i casi riportati proprio dai versi della poesia. Riuscire a sognare, senza che il sogno sia nostro padrone, significa tenere un certo distacco dai propri desideri, anzi, per meglio dire, aspirazioni. Riteniamo questa distinzione importante dal momento che, etimologicamente, il primo termine indica la volontà di togliere un evento dal corso delle stelle (atto decisamente superbo), il secondo termine un moto dello spirito più concorde verso ciò che siamo nella nostra essenza. L’aspirazione ci muove, utilmente, verso una direzione, che ci arricchisce a prescindere dall’ottenimento del risultato a cui aspiriamo.

Allo stesso modo, ciò che abbiamo costruito grazie alla nostra aspirazione potrebbe esserci portato via in un instante. Non sviluppare attaccamento ci permette di superare anche i momenti più difficili, ripartendo da zero. L’estratto a tema “gioco d’azzardo” ci conduce una rappresentazione estrema di questo non attaccamento. Essere sempre disposti a perdere tutto ciò che è “materiale”, forti delle esperienze acquisite per ottenerlo, è infatti una massima espressione di questo principio. Stesso discorso si può declinare ovviamente anche per i rapporti umani, in cui tutti sono utili e nessuno indispensabile.

Umiltà

Senza tuttavia sembrare troppo buono, né parlare come avessi tutte le risposte;

Se riuscirai a parlare alla folla e a conservare la tua virtù, O passeggiare con i Re, senza perdere il senso comune,

Abbiamo visto sia come questo termine non debba essere frainteso, sia come rientri nello spettro di caratteristiche da possedere se si vuole “essere come l’acqua”. Umiltà, appunto, non è da intendersi come darsi meno valore di quello che si ha. Né, ovviamente, darsene di più. Anche in questo caso serve equilibrio e, di conseguenza, la capacità di riconoscersi il giusto valore. Sembrare troppo buoni sfocio nel buonismo, uno dei meccanismi forse più dannosi nella società odierna. Lo stesso che fa storcere spesso il naso quando si sente parlare di Via del Guerriero e che ci porta a negare che il conflitto sia presente in tutti gli ambiti delle nostre vite.

Gli ultimi due versi esprimono la capacità di non farsi inebriare dal potere e dalla fama che, ricordiamo, non è sicuramente tra le principali aspirazioni di un praticante di arti marziali. Tuttavia, anche solo attraverso l’insegnamento ci si può ritrovare in una posizione di potere. È bene quindi non perdere il proprio contatto con il terreno: l’umiltà. Ricordiamo che molte delle sconfitte personali del generale hanno proprio a che fare con l’aspirazione al potere e la perdita di controllo che può suscitare.

La vittoria e la sconfitta sono due impostori: invulnerabilità

Se né i nemici né gli amici più cari potranno ferirti,

Quest’ultimo verso ci servirà come collegamento con la storia di Hakadamare, citata in apertura. Vincere le tre paure, vincere la paura della morte, girare per il mondo come barche vuote e portare a termine l’addestramento dei Galli del re Xuan, sono tutti passaggi che, se superati, dovrebbero portare a manifestare le qualità così meravigliosamente espresse nel Daodejing:

Per questo il saggio abbraccia l’uno e diventa il modello del mondo. Non si mette in mostra, perciò splende, non è assertivo, perciò spicca, non si vanta, perciò ottiene riconoscimento, non è orgoglioso, perciò dura. Poiché non compete, nessuno al mondo può competere con lui [3].

In verità ho udito che coloro che eccellono nel coltivare la vita viaggiano per via di terra non incontrano rinoceronti né tigri, entrando in battaglia non indossano corazza né armi. i rinoceronti non trovano un punto in cui affondare il loro corno, le tigri non trovano un punto in cui affondare i loro artigli, le armi non trovano un punto che posa ricevere le loro lame. Perché? Perché in loro non c’è un luogo della morte [3].

L’invulnerabilità reale si basa quindi sulla nostra capacità di vedere il mondo in un certo modo, vivendo i principi della pratica (tra cui quelli esposti poco sopra). Ci saremo quindi definitivamente liberati dei due impostori: la vittoria e la sconfitta. Anche un ladro senza scrupoli come Hakadamare [4], a quel punto, non potrà nulla contro di noi.

Dipinto che raffigura il ladro Hakadamare e Fujiwara

Hakadamare il “generalissimo” dei ladri

C’era una vola un uomo che potrebbe essere chiamato “il generalissimo” dei ladri e il cui nome era Hakadamare. Quest’ aveva una mente forte e una corporatura robusta. Era rapido nel passo, veloce con le mani, saggio nel pensare e nel pianificare. Tutto considerato, non c’era nessuno che potesse competere con lui. La sua occupazione era rapinare le persone dai loro averi quando erano colti di sorpresa. Una volta, attorno al decimo mese dell’anno, dal momento che aveva necessità di vestiti, decise di procurarsene un po’. Si diresse in un luogo propizio e si guardò intorno, cercando attentamente. Attorno a mezzanotte, quando le persone furono ormai andate a dormire e c’era quiete, sotto la luce di una luna un po’ sfocata vide un uomo, vestito in abiti sontuosi, che passeggiava tranquillamente su viale.

L’uomo, con la sua gonna-pantalone legata probabilmente con dei lacci e un abito da caccia abbastanza formale che copriva il suo corpo, stava suonando il flauto, da solo, apparentemente senza nessuna fretta di andare in alcun posto in particolare. “Wow, ecco qui un tipo che si è presentato proprio per darmi i suoi vestiti”, pensò Hakamadare. Normalmente si sarebbe allegramente precipitato verso la sua preda, l’avrebbe abbattuta e derubata dei suoi vestiti. Ma questa volta, inspiegabilmente, l’uomo gli suscitava una certa paura, per cui lo seguì per un paio di centinaia di metri. L’uomo stesso non sembrava pensare “qualcuno mi sta seguendo”. Al contrario, continuò a sonare il flauto con quella che sembrava una grande calma.

Hakadamare si approccia all’uomo

Diamogli una possibilità, si disse Hakamadare, e corse vicino all’uomo facendo più rumore possibile con i suoi passi. Tuttavia, l’uomo non sembrò minimamente disturbato: semplicemente volse lo sguardo, continuando a suonare il flauto. Non era possibile saltargli addosso per aggredirlo e Hakamadare corse via. Il ladro provò approcci simili numerose volte, ma l’uomo restava sempre assolutamente imperturbabile. Hakamadare riconobbe che per la prima volta aveva a che fare con un tipo insolito. Quando avevano ormai percorso quasi un chilometro, tuttavia, Hakamadare decise che non avrebbe continuato così, estrasse la sua spada e gli corse incontro. Questa volta l’uomo smise di suonare il flauto, si girò verso di lui e disse: “Cosa diavolo stai facendo?”

Hakamadare non avrebbe potuto essere colpito da una paura più grande neanche se un demone o un dio gli si fosse parato davanti per attaccarlo, mentre passeggiava da solo. Per qualche inspiegabile ragione perse sia il coraggio che la forza d’animo. Suo malgrado, sopraffatto da una paura mortale, cadde sulle sue ginocchia, carponi. “Cosa stai facendo?” ripeté l’uomo. Hakamadare sentì che non sarebbe riuscito a scappare nemmeno se ci avesse provato. “Sto cercando di derubarti”, sbottò, “Mi chiamo Hakamadare”. “Sì, ho sentito dire che c’è un uomo in giro con quel nome. Un tipo pericoloso, insolito, mi è stato detto” rispose l’uomo. Poi semplicemente disse ad Hakamadare “Vieni con me!”, e continuò nel suo cammino, riprendendo a suonare il flauto.

Fujiwara no Yasumasa, un uomo terrificante

Terrorizzato dall’idea di non avere a che fare con un essere umano ordinario e, come se fosse posseduto da un demone o un dio, Hakamadare, in preda alla confusione, seguì l’uomo. Alla fine l’uomo attraversò un cancello superato il quale c’era una grande casa. Dopo essersi levato le scarpe nella veranda, entrò all’interno dell’edificio. Nel frattempo che Hakamadare pensava tra sé e sé che quell’uomo doveva essere sicuramente il padrone di casa, questi riapparve e lo chiamò a sé. Mentre gli dava un vestito fatto di un tessuto di cotone spesso, gli disse: “Se hai bisogno di cose come questa, in futuro, semplicemente vieni e chiedimelo. Se spunti così all’improvviso davanti a qualcuno che non conosce le tue intenzioni, potresti farti male”.

Successivamente, Hakamadare venne a sapere che quella casa era di Fujiwara no Yasumasa, governatore di Settsu. Tempo dopo, quando Hakadamare venne arrestato diventò famoso per aver detto di Yasumasa “Era una persona così insolita, strana e terrificante!”. Yasumasa non proveniva da una famiglia con tradizione guerriera dal momento che era figlio di Munetada. Tuttavia non era inferiore a nessuno che provenisse da una tale tradizione. Aveva una mente salda, era veloce e tremendamente forte. Aveva una mente sottile anche nel pensiero e nella pianificazione. Per cui, neppure la corte imperiale si sentì insicura nell’assegnarli un posto legato alla Via del Guerriero. Il risultato fu che la popolazione era estremamente impaurita e intimidita dalla sua figura. Alcuni dissero che non ebbe discendenza perché si comportò da guerriero pur non provenendo da una casata militare.

La vittoria e la sconfitta sono due impostori per Fujiwara

Perché Fujiwara no Yasumasa, pur non essendo proveniente da una famiglia di tradizione guerriera, non era inferiore a nessuno che invece lo fosse? La sua figura calma, umile e assolutamente senza paura, sembra incarnare totalmente proprio i principi che abbiamo ricordato poco sopra (l’essenza dell’Arte Marziale). Girare a notte fonda, in quel periodo storico, con abiti sontuosi e per di più dichiarando apertamente la propria presenza grazie al suono del flauto, potrebbe sembrare assolutamente sconsiderato. Perlomeno, questo potrebbe essere stato il primo pensiero di Hakadamare, pregustandosi la facile preda. Tuttavia, già il secondo pensiero ha bloccato il ladro. Non è strano, in effetti, destabilizzarsi vedendo qualcuno fare qualcosa che reputiamo pericoloso, con assoluta calma. Anche sentendo i passi di Hakadamare, Fujiwara non si scompone. Al contrario, è Hakadamare a scomporsi vedendo che l’uomo non batte ciglio neanche quando gli corre incontro armato di spada.

Le “reazioni” di Fujiwara sono tutto fuorché timorose e scomposte. Sembra aver compreso bene che vittoria e sconfitta sono due impostori. Segue il flusso degli eventi, senza attaccamento sul possibile risultato degli stessi. Ha certamente fatto propri anche gli insegnamenti di Banzo. Neppure un ladro come Hakadamare può competere di fronte a una persona che ha smesso di provare paura. Fujiwara non ha però smesso di provare empatia. Riconoscendo la sua maggiore possibilità decide di portarsi il ladro in casa e donargli uno dei suoi vestiti. Non contento, lo mette pure in guardia sui pericoli insiti nel portare avanti agguati notturni agli sconosciuti. L’assoluta fiducia mostrata da Fujiwara non ha avuto effetti solo sullo sventurato Hakadamare: tutta la popolazione resta intimorita dalla sua figura. Poiché Fujiwara non compete, nessuno al mondo può competere con lui e né rinoceronti, né tigri, né armi possono ferirlo.

Per approfondire

[1] If, di Rudyard Kipling (Wikipedia);
[2] Le confessioni – Sant’Agostino;
[3] Dao Dejing – Traduzione di Augusto Shantena Sabbadini;
[4] Legends of the Samurai – Hiroaki Sato;

Arti Marziali e fatica;
La teoria e la pratica nelle Arti Marziali;
I tre insegnamenti importanti di Banzo;
Le cinque qualità del praticante;
Perché nelle Arti Marziali è importante il combattimento;
Mente ferma, attenzione e concentrazione;
Il sesto senso non sbaglia mai;
Ting Jin, l’Ascolto nelle Arti Marziali tradizionali cinesi;
L’Arte come esperienza e l’incredulità;
Come riconoscere e scegliere un buon maestro;
Con quale obiettivo combattere;
Le aspettative disattese e la pesca;
Le quattro dignità del guerriero Shambala;
Essere come l’acqua e la Via del Guerriero;
Diventare famosi o essere ignorati;
Le sconfitte personali del generale;
Le tre paure da vincere nella pratica;
La paura della morte e la Via del Guerriero;
Barche vuote, bufere e alte maree;
Lie Zi, i galli del re Xuan;
L’essenza dell’arte marziale cinese;
Zhuang Zi, l’Arte di seguire il flusso;
I tre insegnamenti importanti di Banzo;

Questo articolo è stato scritto senza utilizzare in nessun modo l’IA.

Condividi questo articolo!

Valuta questo articolo:

Clicca per votare questo articolo!
[Voti: 0 Media: 0]

Potrebbe interessarti anche:

La scusa del non ho tempo0 (0)

La scusa del non ho tempo
0 (0)

La scusa del non ho tempo La scusa del non ho tempo, o della mancanza di tempo, è probabilmente la più diffusa al mondo. È altrettanto probabile che già parlare di “scusa” faccia storcere il naso ai più dal momento che, proprio perché così diffusa, ci si...

leggi tutto

Della stessa categoria:

Sei ideali fondamentali secondo Robert Greene0 (0)

Sei ideali fondamentali secondo Robert Greene
0 (0)

Sei ideali fondamentali secondo Robert Greene Nell’introduzione del suo “Strategie, le 33 leggi per vincere”, Robert Greene presenta sei ideali fondamentali che possono far diventare buon stratega chiunque li metta in pratica. La semplicità e la profondità di...

leggi tutto
Mai giudicare dalle apparenze0 (0)

Mai giudicare dalle apparenze
0 (0)

Mai giudicare dalle apparenze Mai giudicare dalle apparenze, l’abito non fa il monaco, non giudicare un libro dalla copertina. Tutti questi sono detti e proverbi abbastanza diffusi in Italia che, seppure evocando immagini diverse, racchiudono lo stesso...

leggi tutto
Dodici poesie dall’Arte della Pace0 (0)

Dodici poesie dall’Arte della Pace
0 (0)

Dodici poesie dall’Arte della Pace Il libro l’Arte della Pace [1] racchiude al suo interno diverse poesie del Maestro e fondatore dell’Aikido Morihei Ueshiba. Senza assolutamente aver la pretesa di spiegarne il significato, abbiamo deciso di selezionarne...

leggi tutto

0 Commenti

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Aiutare tutti a diventare

Guerrieri nella vita.

Scopri tutti i benefici dei tesserati

Lasciaci il tuo numero e verrai ricontattato entro 24h

Solo gli utenti registrati possono copiare i contenuti della pagina