Storie sui maestri
Le storie di vita sui Maestri di Arti Marziali tradizionali cinesi ci hanno sempre colpito e affascinato. Anche nella cinematografia i “maestri di kung fu” hanno sempre avuto un carisma e un estro che rendeva praticamente impossibile non esserne colpiti. Dal Maestro Beggar So (Sū Càn, 蘇燦) famoso insegnante di Wong Fei-hung (Huáng Xī Xiáng, 黃錫祥), il cui rapporto con l’allievo è stato meravigliosamente rappresentato dal film Drunken Master, con Jackie Chan; fino ad arrivare al più recente Pai Mei, maestro di Beatrix Kiddo nel secondo volume di Kill Bill di Tarantino; i maestri di Arti Marziali sono spesso dipinti come estremamente severi ma dall’animo profondamente nobile. Molti dei maestri cinematografici sono ispirati a personaggi realmente esistiti, i cui caratteri e le cui vite avventurose poco si discostavano dalla rappresentazione su pellicola. Inoltre, tanti altri Maestri non hanno avuto lo stesso risalto mediatico e le loro storie sono solamente tramandate oralmente all’interno delle scuole o famose esclusivamente in Cina. Proprio a questi ultimi cercheremo di dare voce con questa categoria di articoli.
I “maestri di kung fu”
Benché sia improprio chiamarli Maestri di kung fu (al massimo di Wushu), ovviamente dedicheremo a loro la maggior parte dello spazio. Gli allenamenti di Feng Zhiqiang con suo zio Wang non sono molto diversi da quelli rappresentati nel già citato Drunken Master. I due Maestri che poi sostituirono lo zio negli allenamenti non furono sicuramente da meno. Infatti, uno era soprannominato “Un dito scuote l’universo”, l’altro “L’uomo del Taiji”. Né sono considerabili meno cinematografici i durissimi allenamenti a cui si sottoponeva Cheng Tinghua. Benché decisamente dura, è istruttiva e interessante anche la storia dell’incontro tra i Maestri Yin Fu e Dong Haichuan e di come quest’ultimo abbia convinto il primo dell’efficacia delle tecniche di palmo.
La vita di questi Maestri è poi una vita segnata da usi e costumi ben differenti. Non erano raro che, come nel famoso “i sette samurai”, un gruppo di briganti prendesse di mira un villaggio. Era altrettanto comune che dei Maestri erranti sfidassero i capiscuole per testare le loro abilità, salvo poi fermarsi con umiltà ad apprendere in caso di sconfitta. In tal senso, è interessante il racconto del té tra Cheng Tinghua e Guo Yunshen.
Più si torna indietro negli anni, più le vite di questi Maestri si fondono col mito, rendendo difficile distinguere realmente ciò che è vero da ciò che non lo è. Un esempio è quello di Chan Sanfeng per il Taiji Quan, o di Wang Lang per il Tang Lang Quan. Non bisogna però abbandonarsi allo scetticismo, perché ci sono esempi anche piuttosto recenti di Maestri le cui azioni (o imprese, talvolta) sono ben documentate e altrettanto mitiche. Un esempio è il confronto tra il Maestro Chen Fake il il gruppo di briganti soprannominato Lance Rosse. È giusto comunque sottolineare che anche nei tempi più recenti si possono trovare Maestri dalla grande qualità umana e marziale, come per esempio Zheng Man Qing.
Storie sui Maestri giapponesi
Abbiamo evidenziato in diverse occasioni la presenza di principi comuni nelle tradizioni cinese e giapponese, soffermandoci anche sul perché. Per questo motivo, senza dilungarci troppo, anche le vite dei Maestri della tradizione giapponese sono foriere di tanti e importanti insegnamenti. A partire da Morihei Ueshiba che, senza preoccuparci di esagerare, con una sola frase riassume brillantemente il significato del percorso marziale: La via del guerriero è la creazione dell’armonia. Proseguendo con Miyamoto Musashi che ha racchiuso il suo sapere estremamente pratico, che traspare nei racconti dei suoi duelli più famosi, in nove principi fondamentali. Inutile dire come questi si adattino bene a qualsiasi percorso marziale, non esclusivamente legato alla tradizione giapponese.
Per ricollegarci anche in questo ambito alla cinematografia, è meravigliosa la storia di Bokuden e della sua Arte di combattere senza combattere, poi ripresa da Bruce Lee.
Oppure, per concludere, il rapporto tra il Maestro Awa e Herrigel descritto nel suo “Lo zen e il tiro con l’arco“.
Non solo “Maestri di kung fu”
La difficoltà nel reperire informazioni biografiche su molti dei Maestri vissuti in tempi non recenti, fa sì che ogni articolo di questa tipologia richieda un po’ più di tempo degli altri. Attualmente, abbiamo quindi rivolto le energie principalmente verso figure strettamente collegate alla pratica delle Arti Marziali tradizionali cinesi. Tuttavia, non vogliamo assolutamente limitarci e limitare questo spazio a Maestri della tradizione orientale, anzi. Pian piano includeremo certamente le storie di vita di altri grandi esseri umani che hanno tanto da insegnarci con il loro esempio. Considerando poi che è sempre meglio seguire l’ispirazione e l’intuito, potrebbe capitare anche relativamente presto che ci si senta spinti a parlare di un Maestro di un’altra tradizione.