Le cinque qualità fondamentali per Confucio
Le cinque qualità fondamentali per Confucio, conosciute anche come le cinque virtù cardinali dell’etica cinese, sono i cinque valori principali che secondo la tradizione dovrebbe possedere chiunque aspiri a diventare “un essere umano autentico”. Come vedremo, questi ben si adattano anche a chiunque decida di imboccare la Via del Guerriero al punto che, con qualche modifica, sono diventati i valori fondanti del Bushido (Via del Guerriero) giapponese. Senza dilungarci oltre, vediamo quindi quali sono le cinque qualità fondamentali.
Le cinque qualità fondamentali
Come è ormai nostra abitudine, partiremo con un elenco sintetico delle cinque qualità fondamentali per poi approfondire ciascuna singolarmente, anche e soprattutto nell’ottica della marzialità. Le cinque qualità fondamentali sono, dunque:
- Benevolenza (Rén, 仁);
- Correttezza, Agire appropriato (Lǐ, 礼/禮);
- Onore (Xìn, 信);
- Giustizia (Yì, 义/義);
- Saggezza (Zhì, 智);
I più attenti avranno notato che le qualità fondamentali sono, non a caso, cinque. Ciascuno dei cinque elementi è infatti simbolicamente associato a una di esse, secondo lo schema che segue:
- Legno → Benevolenza;
- Fuoco → Correttezza, Agire appropriato;
- Terra → Onore;
- Metallo → Giustizia;
- Acqua → Saggezza.
Entriamo quindi nel vivo approfondendo la prima delle cinque qualità fondamentali: la benevolenza.
Benevolenza
Il carattere 仁 è composto da due parti, la prima sulla sinistra (亻) indica l’essere umano, la seconda il numero due (二). L’ideogramma richiama quindi un rapporto tra due persone, dando quasi per scontato che il rapporto con l’altro debba essere “benevolente”. In italiano, etimologicamente, la benevolenza è la capacità di manifestare amorevolezza. Già nelle quattro dignità del guerriero Shambala si è parlato di come la mitezza porti alla compassione verso gli altri. Più in generale, la Via del Guerriero si è sempre intrecciata con l’idea di aiutare il prossimo. Nel nostro primo viaggio in Cina il nostro Maestro ci spiegò che l’Arte Marziale deve essere bella, efficace, utile per sé e utile per gli altri. I sette samurai, uno dei capolavori di Kurosawa, mette ben in evidenza all’inizio del film proprio questo aspetto: solo il samurai Kambei Shimada mostra benevolenza ed è disposto ad aiutarli.

Il problema insito nella benevolenza è che questa non deve scadere nel buonismo. La calma, il rilassamento e la presenza deve portare a comprendere in che modo manifestare amorevolezza in quello specifico momento. Non sempre l’amorevolezza verso il prossimo si presenta come quest’ultimo si aspetta. Esattamente come molte scelte dei genitori possono inizialmente non essere interpretate come benevolenza dai figli più piccoli. E come i mutamenti si generano l’un l’altro, questo ci porta direttamente a superare il confine con la seconda qualità: l’agire appropriato.
Correttezza o agire appropriato
Il punto di partenza della spiritualità dei samurai è proprio questa capacità di saper decidere [1].
La correttezza o l’agire appropriato si esplica attraverso alcuni concetti che abbiamo già approfondito in passato: Rilassamento (Fang Song), Ascolto (Ting Jin), Presenza, Intuizione e Intenzione (Yi). Proprio l’intuizione, quel sesto senso che non sbaglia mai, sta alla radice della correttezza e dell’agire appropriato. Come accennato al termine del paragrafo della benevolenza, il corretto agire non è da intendersi come corretto da un punto di vista della morale, convenzione del popolo, delle leggi, dell’area geografica in cui ci si trova. Il corretto agire è un agire intuitivo, possibile solo appunto attraverso rilassamento, ascolto e presenza. Quell’agire “col cuore”, ispirato e senza aspettative o attaccamenti ai risultati.
Ma i radicali del termine 礼 rievocano anche un rito misterioso, fatto di piccoli gesti. Come per il Maestro di composizione floreale, è quindi un agire nel rispetto di ogni gesto e avendo massima cura nei dettagli, in modo composto e ordinato. Senza però paura di mettersi di traverso, quando necessario.
“Ci sono occasioni in cui, se si vuole restare umani, bisogna dire di no; anche al re”
Abigail, di Aleksandr BoguslavskiyQuesto concetto implica anche il significato di fare la cosa giusta come essere umano», così come il significato di «prendere le distanze dal calcolo di profitti e perdite»; si devono quindi controllare i «desideri», ovvero le energie fondamentali dell’uomo [1].
Un agire appropriato che quindi, a seconda dei casi, non si tira indietro dallo sfidare l’ordine costituito, rischiando se necessario la vita, ma senza rischiare mai la propria immagine di benevolenza, correttezza e affidabilità…insomma, senza mettere a repentaglio il proprio onore.

Onore
L’onore è quindi qualcosa di meritato, di guadagnato, che si embrica con un percorso di responsabilità (a un tempo intimo e pubblico) e che non può essere invocato con leggerezza – pena il ridicolo [2].
Onore (信) è ancora formato da due radicali: nuovamente quello di essere umano e quello di “parole, parlato, parlare”. Un po’ come se fosse legato sia a ciò che una persona dice sia a ciò che viene detto di lei (anche qui, intimo e pubblico). Se però pensiamo alle parole del Maestro Zheng Man Qing, che aspira soltanto “a diventare un essere umano”, possiamo dare un significato ancora più profondo alla parola. Quindi, si potrebbe pensare a “le parole e la fama che contraddistinguono un Essere Umano” (con le maiuscole, per intenderci).
Questo termine, tanto importante in oriente, in Italia ha purtroppo perso tanta della sua forza, forse anche per via di troppi Onorevoli poco onorevoli. Chi segue la Via del Guerriero è, in un certo qual modo, anche chiamato a riabilitarlo, attraverso la sua massima espressione, facendone una qualità propria. Non è difficile constatare come l’idea di una persona onorevole si sovrapponga facilmente a quella di una persona “Giusta”, e questo ci apre la strada alla qualità successiva.
Giustizia
Cercheremo subito di separare la giustizia dal giudizio, cosa apparentemente non troppo facile. Anche in questo caso è interessante il significato che sembra proporre lo studio dei radicali. Nel caso di giustizia abbiamo governo/controllo (乂) e qualcosa che termina (丶). Viene da pensare che in qualche modo suggerisca quella situazione in cui non è più necessario un controllo esterno, un governo. Questa è una nostra interpretazione, ma non si discosta molto dal senso che poi si da al termine giustizia (义):
Nei suoi Dialoghi, Confucio afferma che “non vi è coraggio che non guardi alla giustizia”. Questa affermazione può essere riformulata con “essere coraggiosi significa fare la cosa giusta” [1].
Essere coraggiosi significa, quindi, fare autonomamente la cosa giusta. Ancora una volta si parla di agire con il cuore, di Intuizione e di conseguenza di tutto ciò che abbiamo già citato e non ripetiamo ulteriormente per non annoiare. Pertanto giudicare, come specificato all’inizio e in quanto attività della mente analitica, non rientra sicuramente tra le qualità fondamentali di cui stiamo parlando. La Giustizia si manifesta piuttosto come il coraggio di fare ciò che si intuisce come giusto. A tal proposito è emblematico l’aforisma di Kōmon Mito:
Vivere quando si deve vivere, morire quando si deve morire. Questo è l’autentico coraggio [1].
Questo modo di affrontare la vita non può fare a meno di farci vivere esperienze estremamente utili e formanti che contribuiscono, al contrario della sola teoria, a renderci persone veramente dotate di Saggezza.
Saggezza
Il carattere di saggezza (智) è composto da tre parti: sole/luce (日), bocca/entrata (口) e freccia/giuramento (矢). Verrebbe quindi da pensare a un parlare che illumina e che va dritto al bersaglio. In italiano il termine è legato al sapere e all’aver sapore e il significato è per certi versi simile a quanto riportato dal cinese:
Dentro non c’è tanto un sapere, nel senso di un detenere una massa di conoscenze e nozioni, ma piuttosto c’è una considerazione e una visione generale del mondo, dell’umano e delle tensioni che li influenzano. La saggezza è un sapere profondo, lucido, comprensivo e calmo, che non si agita sulla superficie delle cose; dal caos coglie il grande quadro d’insieme, come se guardando da rovescio un tappeto riuscisse a indovinarne il disegno per dritto [3].
Al di là della similitudine che richiama alla memoria qualcosa di già visto in passato, anche in questo caso si parla di lucidità e di una visione intuitiva del mondo. La saggezza è quindi strettamente connessa alla capacità di avere una visione d’insieme, unificante, lucida e calma. Tutte caratteristiche proprie della mente intuitiva e che la pratica delle Arti Marziali tradizionali cinesi mira a sviluppare. È importante rimarcare che non indica un sapere nozionistico, quanto più un sapere esperienziale. Un Essere Umano saggio non può mancare, grazie alla sua visione d’insieme, della capacità di essere benevolente. Nel momento in cui ha compreso che lo Yin e lo Yang di ogni fenomeno non sono che elementi complementari della stessa Unità (Taiji). E, in questo modo, il cerchio delle qualità si chiude.
Le cinque qualità fondamentali e i cinque elementi
Abbiamo visto in apertura come queste qualità fondamentali siano simbolicamente collegate ai cinque elementi. Abbiamo provato a esporli legandoli l’uno all’altro in un ciclo di generazione, vorremmo ora scoprirne il legame da un punto di vista del ciclo di distruzione.
La Benevolenza (Legno) può distruggere l’Onore (Terra) se questa viene deviata nel già citato buonismo. L’eccesso di Benevolenza infatti incrina l’Onore portandoci ad essere dei bonaccioni di cui approfittarsi, il difetto porta con se una fama spietata e poco onorevole.
L’Onore (Terra) può distruggere la Saggezza (Acqua). Abbiamo già visto, tra le righe, come l’Onore non debba intendersi come un attaccamento alla propria immagine/fama. Il suo eccesso o difetto possono offuscare la nostra visione d’insieme, fossilizzandoci in punti di vista legati alla maschera onorevole che vogliamo portare e non permettendoci di cambiare idea a causa della trappola della coerenza.
La Saggezza (Acqua) può distruggere la Correttezza (Fuoco). Un po’ come il vecchio saggio che si ritrova meno portato all’intervento e all’azione. Viene in mente l’immagine dei nonni amorevoli meno portati a mettere dei paletti ai nipoti, nonostante ne abbiano messo di ben più rigidi alla propria prole.
L’Agire appropriato (Fuoco) può distruggere la Giustizia (Metallo). In questo caso, principalmente quando si confonde l’agire con il cuore con l’intervenire sempre e comunque. Quando si confonde il coraggio con la sconsideratezza. In preda alla foga, in questo caso si può mancare di Ascolto e quindi ci si riversa nell’azione senza una reale intuizione derivata dalla comprensione della situazione che si sta vivendo.
La Giustizia (Metallo) può distruggere la Benevolenza (Legno). Abbiamo già parlato di questa alterazione riferendoci al fraintendimento della Giustizia con il giudizio. Nel momento in cui la spada della giustizia si abbatte con freddezza analitica e senza un’azione nata dal cuore, si manca di Benevolenza.
La non staticità delle cinque qualità fondamentali
Più in generale, possiamo dire che la rigidità e la staticità, in opposizione alla morbidezza e mutevolezza, portano le cinque qualità ad assumere piuttosto la connotazione di difetti. Anche in questo ambito sottolineando la valenza generale dei principi che studiamo nelle Arti Marziali tradizionali cinesi. Da un fluido circolo virtuoso sempre crescente, si può cadere in un continuo contrasto che non fa altro che bloccare la crescita dell’individuo. La capacità di restare equilibrati dinamicamente, tenere il centro e bilanciare le diverse forze (o qualità) che ci costituiscono è la chiave per migliorarsi giorno per giorno.
Per approfondire
[1] La grande via del samurai – Ryuichiro Misaki;
[2] https://unaparolaalgiorno.it/significato/onore
[3] https://unaparolaalgiorno.it/significato/savio
Le tre paure da vincere nella pratica;
I cinque elementi;
Le quattro dignità del Guerriero Shambala;
Fang Song, un rilassamento attivo;
Perché nelle Arti Marziali è importante il combattimento?
Ting Jin, l’Ascolto nelle Arti Marziali tradizionali cinesi;
Il sesto senso non sbaglia mai;
I significati di Yin e Yang;
La ricerca (e la ricetta) della felicità;
Dodici poesie dall’Arte della Pace;
Le aspettative disattese e la pesca;
La lingua cinese e le conseguenze della trascuratezza;
Aspetto esteriore e Arti Marziali;
Zhong Kui, la storia dell’acchiappafantasmi;
Diventare famosi o essere ignorati;
Mai giudicare dalle apparenze;
La paura della morte e la Via del Guerriero;
La teoria e la pratica nelle Arti Marziali;
I significati di Dao e di Taiji.







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